Black Friday, ci siamo!

Ci aspettavamo un’importante operazione di marketing in Europa, al pari degli Stati Uniti. Si trattava di duplicare quel giorno frenetico, pieno zeppo di offerte speciali che precedeva la stagione delle vacanze negli Stati Uniti, il Black Friday.

Abbiamo preferito, anche utilizzando la parola originale, di non tradurla, come Halloween. Sarà più trendy, più chic, forse più enigmatica.

I grandi magazzini Manor si vantano di essere stati i primi a organizzare questa festa dello shopping in Svizzera durante questo venerdì. Offriranno uno sconto del 30% su tutta la gamma, ad eccezione degli elettrodomestici e dei multimedia. Offerte allettanti che hanno avuto il loro effetto.

Gli orari di apertura sono stati prolungati: a Losanna e Nyon chiuderanno alle 19, Ginevra e Yverdon alle 19.30, Morges e Vevey alle 20, Chavannes alle 22.

Fnac ha anche distribuito volantini per il Black Friday. Saranno presenti anche Interio e Conforama.

Improvvisamente, il termine è diventato purtroppo carico di connotazioni negative. Ci ricorda il venerdì nero degli attentati di Parigi. Tanto che alcuni distributori in Europa si stanno ritirando. A Carrefour, il Black Friday è stato convertito in “giorni di sconto”. Zara ha proseguito l’operazione, ma ha rimosso il termine dalle insegne. Da Manor, dove questa operazione era in preparazione da più di nove mesi, pensarono, alla luce dei tragici eventi che si erano verificati, che questo evento commerciale dovesse forse essere battezzato diversamente.  Si è deciso, dopo accese discussioni e con il massimo rispetto per le vittime e i feriti, di mantenere il proprio Black Friday. Hanno giustamente ritenuto che il Black Friday, per una grande maggioranza della popolazione, sia una giornata speciale di shopping che non ha nulla a che fare con questi eventi drammatici e dolorosi.

L’origine del Black Friday

Perché questo nome, Black Friday?  Alcuni lo spiegano facendo riferimento al colore degli ingorghi stradali di Filadelfia negli anni ’60, dove tutto è cominciato. Una folla di persone e auto che invadono le strade il giorno dopo il Ringraziamento, una folla nera.

Per altri, si riferisce a un momento in cui la contabilità veniva scritta a mano e con l’inchiostro nero si indicavano conti redditizi, mentre il rosso corrispondeva a conti in deficit e, il Black Friday, grazie a questa febbre consumistica che ammaliò gli americani, i conti con la magia del marketing diventavano neri. Una giornata proficua.

Per quanto riguarda gli europei, anch’essi hanno, tra gli altri, il loro “mese bianco”, un periodo ideale dell’anno per rinnovare le lenzuola, tovaglie, asciugamani da bagno e altro, dal momento che durante questo periodo i prezzi sono in calo.

Il Black Friday negli USA

Negli USA, il giorno dopo il Giorno del Ringraziamento, l’ultimo giovedì di novembre, un giorno festivo, inizia la stagione dello shopping natalizio. La febbre dell’acquisto si trasforma in una vera e propria follia durante questo lungo fine settimana in cui molte scuole e amministrazioni sono chiuse. Aperti alle famiglie fino a tarda sera, i centri commerciali sono quelli che vendono di più durante l’anno. Tanto che gli economisti stanno analizzando questo giorno per giudicare la salute economica del paese.

Nel Regno Unito, la follia del Black Friday, un rituale importato dai siti di vendita online americani, è in calo. L’agenzia Bloomberg racconta come Asda, una catena del gigante Walmart, perderà interesse verso questa sfarzosa giornata. Infatti, l’anno scorso, il telegiornale ha mostrato che i londinesi combattevano in modo ridicolo per acquistare i loro schermi LCD. Questo aveva in qualche modo offuscato la reputazione del suo marchio.

Black Friday Svizzera 2020
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